Massimo CATALANI

Arte

          "Immagini ed immaginari di pittura"             di 
MASSIMO CATALANI


MOSTRA D'ARTE - 
ex Monastero dei Benedettini   
dal 14 al 28 Giugno 2011



Massimo Catalani nasce a Roma il 2 aprile del 1960. Cresce nella cartolibreria materna in mezzo a libri, pennelli e colori. Dopo la maturità si iscrive ad Architettura. Inizia una stagione di viaggi, letture, esperienze. Si laurea nel 1988 e l'anno seguente si iscrive all'ordine degli Architetti di Roma. Già nella rappresentazione del progetto di tesi sperimenta degli impasti pittorici al confine tra la pittura, il modellato, la muratura d'architettura. Terminata la preparazione dell'esame di stato e dell'unico esame di dottorato decide di avere la sua prima "uscita" d'artista. Nelle prime mostre collettive espone dei soggetti "irriverenti" per il mondo dell'arte e "riverenti" per il pubblico: pasta con le zucchine, carciofini romaneschi, fichi d'india e trittici di peperoncini.
Quadri appesi al muro coloratissimi, soggetti semplici, materie sorprendenti. Uno shock per un mondo in bilico tra concettuale e minimale. da allora ogni anno o due, una nuova esperienza. Nel '93 in risposta alle bombe ai musei della mafia inizia a dipingere galline. Nel '95 ...a sostegno della Lega del Filo d'Oro, una mostra per vedenti e non vedenti. nel '97 a Ginevra inaugura "Woman, Just part of her" tutto incentrato sulla lingua femminile. nel '98 dà vita a Videowall componendo analogie di schemi televisivi raffigurando ciò che la televisione non può mostrare: la bellezza di un oggetto senza prezzo, un limone, un mazzo di cipolle su fondi blu. ...
Una visione d'Italia attraverso la pittura dei suoi cibi.
...un pane, un vino, due pesci, tutti di dimensioni colossali...
attribuire  alle rose l'ulteriore valore simbolico di rappresentare le bellezze della pittura in generale...dipinge un albero e lo dava ... per le vittime dell'11 settembre ...Montecarlo ...Nel '99 ...Roma; nel 2000...NewYork;...nel2003 ...Milano;...Roma...Belgio...Svizzera...Segal Corea...;una personale a New York...anno 2006 ...Milano; Tokio anno 2007; 2008 Orbetello; a Kyoto.









































































































































DORMITORIO dei Benedettini

Territorio
ex DORMITORIO DEI BENEDETTINI




Interno del Chiostro dei Benedettini



Fa parte dell’intero Complesso Monumentale “Guglielmo II”, la cui storia prende avvio e si sviluppa con l’arrivo dei Benedettini a Monreale sotto la guida del sovrano normanno. Presidio fortificato a difesa degli interessi del re, il Complesso diviene centro di cultura religiosa, economica e politica. Attorno al Duomo, un contesto di edifici: il corpo dei refettori,  il dormitorio, la foresteria, l’infermeria, il noviziato, i depositi, le stalle, gli opifici, le officine e altri locali utili per la conduzione di quella che doveva essere una vera e propria azienda di grandi dimensioni ed impatto economico. Sulla configurazione e l’uso originario del Dormitorio dei Benedettini, non esistono dati certi. In “Historia della Chiesa di Monreale” scritta nel 1594 da G. Luigi Lello, segretario dell’Arcivescovo Ludovico Torres o, lo stesso Arcivescovo sotto quello pseudonimo, ad un certo punto così scriveva:< …verso mezzogiorno è un gran dormitorio, di che non è altro in piedi, che le mura…>.
In realtà questo monumento architettonico, è stato per moltissimi anni un rudere con muri esterni decorati da bifore; una specie di “scatola muraria vuota e scoperchiata”. A quell’epoca i Benedettini dormivano negli spazi sopra il refettorio (l’attuale aula consiliare), corrispondenti oggi ad alcuni corridoi all’interno dell’ex Monastero e suddivisi, prima del restauro, da pareti che formavano tante stanze, successivamente aule scolastiche del “Convitto Guglielmo”. Se allora i monaci alloggiavano in questi spazi specificati, alcuni ipotizzano di poter considerare  originariamente il Dormitorio come luogo di ricovero per i passanti privi di dimora oppure come luogo per poveri infermi.
I lavori di restauro, realizzati grazie al finanziamento FIO concesso dallo Stato nel 1989, si sono conclusi ad aprile del 1997 e la scelta della nuova architettura, era rivolta a ricostruire il “significato semiologico” dei monumenti.











Prima descrizione grafica dell'impianto abbaziale.
Planimetria del 1576 ritrovata nell'ambito delle ricerche archivistiche.







Di pianta rettangolare molto allungata come quella della Cattedrale, con un volume di circa 80 m, una larghezza di circa 20 m ed una altezza perimetrale di circa 17 metri.
Sono stati utilizzati i materiali tradizionali, i mattoni in laterizio e il legno, ritenuti più idonei per la ricostruzione di strutture fragili.
Per meglio definire lo spazio interno, è stato studiato un sistema di “grigliato strutturale” con una scala.
La scelta della dimensione del sette della griglia, rappresenta il numero nella tradizione cristiana dell’Antico e del Nuovo Testamento e valenze simboliche per la cultura occidentale. Gli effetti di chiaro-scuro richiamano la maniera islamica.








 Lato villa Belvedere








  Lato antivilla belvedere



 Porta d'accesso all'ex Monastero





 
La grande parete di vetro è stata voluta per chiudere lo spazio interno ma soprattutto per indicare il “non concluso architettonicamente, del non definitivo, per comunicare visivamente che lo spazio del dormitorio, continuava.

r.m.








Giù. l'accesso interno al Chiostro





La Grotta di Monreale (TESORI NASCOSTI)




LA GROTTA DI MONREALE


EVENTO PROGRAMMATO NELL'AMBITO DELLA TREDICESIMA
"SETTIMANA DELLA CULTURA"



(VEDI ANCHE ALTRO POST IN QUESTO BLOG:
 I sotterranei di Monreale, Il Parco di Re Ruggero)




Giorno 14 Aprile c.a. nei locali di Villa Savoia, è stata presentata una conferenza stampa relativa all'iniziativa "Tesori nascosti: La grotta di Monreale".




Il Sindaco Avv. Filippo Di Matteo  ha parlato della documentazione esistente nel nostro Archivio Storico che ci offre la possibilità di approfondire lo studio e la conoscenza di questi luoghi. Si tratta di un manoscritto dell'Arch. G. B. Basile risalente al 1877, "I sotterranei di Monreale" e di un volumetto contenente l'indagine geologica del 1950 effettuata da un gruppo di speleologi.
Il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura On. Avv. Salvino Caputo, ha invece sottolineato l'importanza di migliorare il percorso sotterraneo per dare l'opportunità a chiunque volesse visitare e conoscere questa parte di storia, ancora una volta testimonianza preziosa dei nostri antenati.




                    Ritagli di  quotidiani degli anni passati che documentano notizie sulla grotta.






Fra i presenti, il Direttore della Scuola Nazionale speleologia C.A.I. Totò Sammataro che rileva l'importanza di far conoscere la grotta dal punto di vista ambientale. Didatticamente bella ed interessante, egli dice, poichè il luogo presenta lati da studiare, da approfondire; essa  si distingue in diverse parti, alcune anche pericolose a causa di distacchi improvvisi. Fa inoltre una breve descrizione a partire dagli anni sessanta informando che ad oggi, strutturalmente è molto cambiata. La roccia risulta sabbiosa e, i distacchi improvvisi hanno realizzato delle sezioni. Informa inoltre dell'esistenza di un ruscelletto e purtroppo di alcune infiltrazioni. Fa sapere infine che la parte più bella della grotta è quella finale.


                    
Presente  anche la Dott.ssa Donatella Gueli, Dirigente Unità Operativa IV Beni Paesistici Naturali e Naturalistici del C.R.C.D.Introduce il suo intervento dicendo che l'iniziativa s'inserisce nella settimana della cultura e che la scelta dell'idea nasce dal fatto che in genere si dà poco spazio ai beni naturalistici. Non si può valutare un bene più o meno secondo il valore: ogni bene deve essere divulgato.Questa volta l'iniziativa doveva presentare l'aspetto culturale ed ambientale.Le grotte, ambiente naturale d'eccellenza.Si trattava di divulgare, non solo l'aspetto naturalistico ma  i tanti aspetti scientifici che risiedono nelle grotte: valore archeologico, geologico, antropologico.Tutti aspetti che verranno affrontati, studiati proposti in un Convegno coinvolgendo soprattutto le Scuole.Accenna  al fenomeno del carsismo in Sicilia e a Monreale, del fenomeno erosivo e costruttivo. La grotta, lunga m. 150, è un bene accessibile; importante coinvolgere il CAI per l'assistenza delle visite guidate. Fa sapere che questa grotta è carsica e che si conserva ancora bene. Non è molto grande, è piccola e non c'è molta circolazione: ecco perchè bisogna visitarla a gruppi e non da soli.Vi è umidità molto elevata, stillicidi, acqua.