Questo Blog nasce per consentire una semplice visione del Patrimonio culturale, artistico e monumentale della nostra Città, corredato con gli eventi e le manifestazioni culturali di rilievo soprattutto locale. Con il ricordo e la rievocazione di quanti, nella nostra Città, hanno arricchito il campo della cultura e dell'arte, questo Blog intende inoltre dare un modesto contributo alla diffusione della loro conoscenza. A cura di ROSALBA MADONIA. E-MAIL: monrealecultura@gmail.com
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Libri in Biblioteca...
IN UN CLAMOROSO PROCESSO ATENE UCCIDE IL SUO FIGLIO MIGLIORE
LA CICUTA E' PRONTA
(dal Fedone di Platone, traduzione di Francesco Adorno, Editori Laterza 1970).
PUO' LA MAGGIORANZA AVERE TORTO?
di
Luciano Canfora
I cinquecento giudici che condannarono Socrate costituivano un significativo campione della cittadinanza ateniese. Non è inutile ricordare il meccanismo grazie al quale venivano scelti. La base di partenza per formare una corte era una lista di seimila cittadini, probabilmente volontari, redatta annualmente: semplici cittadini, non esperti di diritto. Nel caso del processo di Socrate si può agevolmente stabilire che i giudici fossero 500; una cifra probabilmente piuttosto usuale. Ogni giuria aveva piena autorità e competenza. I cittadini giudici avevano un salario di tre oboli al giorno: quanto bastava per vivere.Perciò soprattutto i non abbienti ambivano ad essere sorteggiati. Al giudizio si giungeva per successive fasi. Il processo contro Socrate per una accusa di empietà fui in realtà un processo <politico>. Perchè si colpiva in lui l'ispiratore degli uomini risultati maggiormente nocivi alla città ma anche politico in una accezione più vasta, in quanto il processo alle idee era di fatto un modo alquanto terroristico di esercitare un controllo sulle devianze. E appunto come maestro di devianza Socrate veniva processato.. I cinquecento cittadini tirati a sorte che lo giudicarono vedevano in lui un disturbatore critico del sistema politico vigente e, insieme, un empio negatore degli dei e dunque delle basi etiche su cui poggiava la vita della comunità. Noi non abbiamo nè il testo nè il resoconto di ciò che Socrate disse a propria difesa durante il processo. Socrate in tutta la sua vita non lasciò nulla di scritto, evidentemente per una precisa scelta volta a privilegiare il dialogo rispetto alla asserzione, la ricerca rispetto alla certezza: Tanto meno provvide come avrebbero fatto altri, a mettere per iscritto la sua autodifesa pronunciata in tribunale:
Fu Platone che mise per iscritto la Apologia di Socrate ispirandosi con molta probabilità a quanto Socrate aveva effettivamente detto.
ECOLOGIA
DICERIA: Discorso per lo più non breve detto di viva voce; poi anche scritto e stampato... Di qualsiasi lungo dire, sia con troppo artifizio, sia con troppo poca arte... Il troppo discorrere intorno a persona o cosa...
UNTORE: Dispensatore et fabbricatore delle onti pestiferi, sparsi per questa Città, ad estinzione del popolo..
Con NOTA DI LEONARDO SCIASCIA
ZEUS/ Giove
ERA/ Giunone
PALLADE ATENA/ Minerva
Figlia di Zeus, essendo balzata fuori tutta armata...dal cervello di lui, dopochè egli aveva ingoiato la sua prima sposa Metis Atena era deità bellicosa ma benefica, come quella ch'era nata in mezzo alle lotte celesti e coll'arme in pugno ma era anche contemporaneamente Dea della quieta e serena luce celeste, quindi della pace della saggezza . . I caratteri morali di Atena sono connessi coi fisici; ella rappresenta la luce dell'intelligenza che guida gli uomini sia in guerra sia in pace . . Identificata con Minerva.
APOLLO
Figlio di Zeus e di Leto o Latona. Narravasi che perseguitata dalla gelosia di Era, la povera Leto fosse stata costretta a peregrinare di terra in terra prima di trovar luogo sicuro dove dare alla luce o suoi figli. Finalmente nell'isola di Delo partorì Apollo e Artemide. . Febo Apollo è un Dio raggiante il Dio della benefica luce il sole che vien fuori dal grembo della notte. Il culto di Apollo era diffusissimo fra i Greci come generale doveva essere la venerazione verso una divinità datrice di tanti beni fisici e morali. . L?apollo della mitologia romana non è una deità italica ma è lo stesso Apollo greco molto per tempo accolto nel Panteon di Roma. Le colonie greche dell'Italia meridionale furono il tramite per cui il greco Apollo penetrò fra i Latini. Prima come Dio della divinazione, poi come medico e musico..
ARTEMIDE/Diana
Figlia di Zeus e di Leto, Artemide partecipa della natura di suo fratello Apollo. Essa è la Dea della luce lunare come Apollo è Dio solare. . Pensata come Dea benefica era però armata di arco e frecce, adopera l'armi sue contro gli esseri cattivi o mostruosi ch'essa odia. Si diletta della caccia . Si vendica fieramente dei rinomati cacciatori che con lei vogliono gareggiare . Dopo la caccia la Dea si compiace tuffar le sue snelle membra dentro qualche fresco corso d'acqua circondata dalle sue ninfe. . Dal lato morale Divenne la dea della castità la protettrice delle giovani donzelle fino al momento del matrimonio. Diana era la Deità italica con cui si identificò l'Artemide dei Greci.
ARES / Marte
Venendo ai figli di Zeus e Era, il primo è Ares, Dio della guerra ma nel suo lato più brutale.Nemico della serena luce del spole e della calma dell'atmosfera avido di disordine e di lotta Ares era detestato dagli altri Dei anche da Zeus. Venne però vinto in guerra da Atena, espressione simbolica del maggior valore che ha in battaglia il prudente coraggio in confronto della forza selvaggia e temeraria,. Non molto diffuso era nella Grecia il culto di Ares. Il Dio italico identificato con Are è Marte che nella bellicosa Roma divenne Dio guerriero .
EFESTO / Vulcano
Altro figlio di Zeus e di Era. Dio del fuoco. Elemento importante nella natura. Raggiante, riscaldante che anche esce fuori dalle viscere della terra per la via dei vulcani e dominato dall'uomio rende possibile la lavorazione dei metalli, condizione indispensabile per lo sviluppo dell'arte e della civiltà. Lo si pensava zoppo , immagine dei movimenti vacillanti della fiamma Narravasi che Era vergognandosi della bruttezza di lui lo aveva gettato dal cielo giù nel mare. E altri racconti come espressione in un linguaggio mitico, della caduta del fuoco dal cielo in terra . Non molto esteso era nella Grecia il culto di Efesto . In occidente la regione dell'Etna, la Campania del Sud e in genere le terre vulcaniche erano naturalmente sede de culto di Efesto. Specialmente l'isola di Lipari una delle Eolie, era detta l'isola di Efesto. I omani chiamavano questo Dio, Vulcano colui che presiede alla fusione dei metalli. Questo Dio benefico principe del fuoco terrestre utile alla vita e alla civiltà era nelle antiche leggende italiche fatto sposo di Maia antica deità latina .
ERMES/ Mercurio
Figlio di Zeus e di Maia figlia di Atlante. Poco dopo la nascita egli avrebbe dato prove manifeste della destrezza ed abilità che costituivano il fondo della sua indole. Giacchè, nato al mattino verso il mezzogiorno esce dalle fasce e del guscio di una tartaruga trovata dinanzi alla caverna si forma una lira e suona e canta. Verso sera va nella Pieria dove Apollo stava pascolando le greggi degli Dei e gli ruba cinquanta giovenche e via le conduce e le nasconde con tal arte che non se ne può scoprir traccia. Poi torna zitto zitto a Cillene e si riacconcia nelle sue fasce. Ma Apollo non poteva ignorare la cosa ed ecco se ne viene alla grotta di Cillene per obbligare Ermes a restituire il mal tolto. Ermes fa lo gnorri e recisamente nega il fatto; onde Apollo a forza lo dovè condurre davanti il trono di Zeus lasciando a questo il decidere la contesa. Anche allora stava Ermes in sul niego, ma Zeus, capita la cosa gli diè ordine di cercare insieme con Apollo le giovenche e di restituirgliele. Così vien fatto Apollo poi, udito Ermes sonar la lira, tanto se ne compiacque che pur di averla gli lasciò le cinquanta giovenche. Così Ermes diventò Dio pastore ed Apollo d'allora in poi prese diletto dell'arte musica. A dar segno di una compiuta riconciliazione, Apollo donò al fratello la verga d'oro a tre rampolli datrice di benessere e prosperità e d'allora in poi vissero in rapporti di intima amicizia, benefici entrambi all'umanità. Apollo rappresentante del lato più alto dell'intelligenza, Ermes del senno e della scaltrezza pratica. Ermes era il messaggero degli Dei e l'esecutori dei loro ordine. Apportatore dei sogni e conciliatore del sonno, era anche il Dio che dava facilità dell'eloquio a chi lo invocava nel bisogno. Il Mercurio dei latini era iL dio dei commerci e aveva pochi tratti comuni coll'Ermes greco .
AFRODITE/ Venere
In Omero Afrodite è figlia di Zeus e di Dione, quella che a Dodona era venerata come la sposa di Zeus. Ma questa leggenda cedette il luogo ad un'altra secondo la quale Afrodite sarebbe nata dalla schiuma del mare e la prima terra a cui approdò sarebbe stata l'isola di cipro. Di qui gli epiteti di Anadiomene e Ciprogenia. Essa era immaginata bella e fiorente . Essa era immaginata bella e fiorente . Concetto mescolato con un altro concetto quello della forza d'amore che penetra tutto l'universo e lo feconda. . Presto si distinsero tre aspetti di questa Deità contrassegnati coi nomi di Afrodite Pandemo, Afrodite Urania e Afrodite Pontia: La prima era l'Afrodite terrena, protettrice anche di amori volgari, la seconda era la Dea dell'amore celeste, datrice di ogni benedizione la terza era l'Afrodite marina patrona della navigazione e dei naviganti. Così il dominio di Afrodite s'estendeva su tutta quanta la natura. IL culto di Afrodite ebbe una straordinaria estensione in tutte le regioni ove le stirpi elleniche si stanziarono e dominarono. Venere era un'antica Deità italica, la Dea della primavera del sorriso della natura onde a lei era sacro il mese dei fiori, l'Aprile. Il nome stesso di venere significa bellezza e grazia. In Italia questa deità ebbe anche un'importanza politica, credendosi ch'ella esercitasse una benefica influenza sulla concordia fra i cittadini e sulla socievolezza tra gli uomini. Dall'importanza che il culto di una tal Dea aveva presso i Latini, provenne che quando Venere si fuse con Afrodite e le leggende di questa furono accolte in occidente facile ascolto trovò anche la leggenda di Enea detto figlio di Venere e immaginato come fondatore della stirpe romana.
ESTIA/Vesta
GIANO
QUIRINO
ELIO/Sole
SELENE/Luna
EOS/Aurora
GLI ASTRI
I VENTi
LE MUSE
LE GRAZIE
LE ORE
LA VITTORIA
IRIDE
EBE
GIANIMEDE
EROS
ILIZIA
ASCLEPIO
LE MOIRE
NEMESI
LA FORTUNA




















