<LA CITTA’ DI
MONREALE
e
La Verginella S.
Rosalia>
del canonico parroco Gaetano Millunzi
E’ un fatto ed un ricordo glorioso
per la città di Monreale non solo l’avere essa conservato nel suo Duomo memoria
della Verginella Palermitana S. Rosalia sin da una epoca assai precedente al
ritrovamento del suo corpo; ma l’avere poi gareggiato con le principali città
della Sicilia nel renderle onore, omaggio e culto devotissimo. In mezzo alle
tante incertezze che occupano tuttavia una buona parte della storia civile ed
ecclesiastica dell’isola nostra, per quel che riguarda l’epoca precedente il
tempo in cui S. Rosalia cominciò ad avere il suo culto in Monreale, come del
resto è impossibile determinarlo per tutte le altre città siciliane. Però
nessuna di esse è in grado di vantare una memoria più certa e più antica di
quella che nel dicembre del 1629 si ritrovò nel Duomo Monrealese, quando si
restaurava il tetto. Allora in una antichissima trave, che era la terza
contando dalla porta maggiore del tempio, si trovò dipinto il mezzo busto di S.
Rosalia tra cinque figure di altri santi, cioè San Domenico, S. Francesco. S.
Angelo e S. Alberto. Era la Verginella circondata da un festone di rose e
vestita in abito monacale di color nero, che per l’antichità si degradava al
bigio. Con la sinistra teneva una rosa sbocciata e con la destra il Rosario
della Madonna: una ghirlanda, anch’essa di rose, le cingeva la fronte e sotto
di lei in lettere latine stava scritto “Sancta Rosalea”.
Il rinvenimento di questa preziosa
figura è raccontato anche dagli scrittori più accreditati che trattarono della
vita e del culto della Santa: noi però nel racconto abbiamo preferito di
seguire le autentiche parole del documento sincrono registrato presso il notaro
Leonardo Corradi, che è munito delle firme di parecchi testimoni autorevoli ed
intelligenti. Or stando a quello che ne
scrissero Michele Giudice e l’Ab. Gravina, non è improbabile che questo dipinto
sia stato eseguito sotto il vescovato di D. Avveduto che governò la Diocesi di
Monreale dal 1269 al 1275. Comunque ciò sia, non gli si può negare una vera
antichità che accenni ad un culto veramente speciale quando alla Verginella
Palermitana si dà il posto di onore in mezzo ad altri Santi, quali sono S. Francesco
e S. Domenico! Ed una traccia e quasi una ragione di questo culto prestato in
antico da Monreale alla S. Romita della Quisquina e del Pellegrino mi par di
trovarla in quella pia tradizione , sino ad oggi non venuta meno, che S. Rosalia
ritornando dal luogo del primo romitaggio si sia fermata in una grotta presso
Monreale nella contrada di Buarra, e che lì per suo favore sia sgorgata una
bella sorgente di acqua. Certo da tempo antichissimo la contrada di Buarra si
chiamò la costa di Rusulia e la sorgente che ivi sgorga ritiene tuttora il nome
di acqua della Monaca. Ma lasciando da parte le ipotesi e le indagini sopra gli
avvenimenti di un’epoca pur troppo oscura, ci piace di potere ricordare, con
certezza più storica, i favori e la protezione speciale da questa cara Verginella prodigati alla città
di Monreale e lo amore e la devozione del cuore con cui essa fu sempre venerata
dal popolo Monrealese. Per tutta la Sicilia è funesto il ricordo della peste
del 1625: e pure dal tetro fondo di quel quadro doloroso spicca grandeggiante
ad esempio un eroismo di carità e di fede tale, che oggi in questo generale
infiacchimento di cuori e di menti
appare sorprendente, meraviglioso, incredibile………………..
Si era parlato da più mesi in Palermo
del rinvenimento del corpo di S. Rosalia; medici e teologi si occupavano a dimostrare che
veramente le ossa ritrovate su Monte Pellegrino erano quelle della Verginella
Sinibaldi: e intanto il popolo palermitano ansiosamente esultava di gioia e di speranza.
Già presentiva che il Signore nei suoi arcani disegni si era riserbato di
glorificare gli avanzi dell’umile Verginella Romita in quell’estrema calamità
dei suoi concittadini.
In tempi di fede il popolo intuisce
il supernaturale. E nell’acerbità del dolore questa misteriosa intuizione si
raffina e si perfeziona e non inganna e non erra. E d’altra parte esultavano
anch’esse le ossa incorrotte della Santa e i miracoli e le grazie che si
ottennero per mezzo di esse in quei giorni furono strepitosi. Era quello il
momento provvidenziale in cui S. Rosalia doveva essere solennemente
riconosciuta Patrona e Protettrice della città di Palermo e di tutta la
Sicilia. In Monreale, come già si è detto, si conservava una delle più antiche
memorie del culto di S. rosalia e Monreale fu una delle prime città siciliane
che con religioso entusiasmo invocò il suo nome e il suo patrocinio. ….. Monreale ebbe in dono una considerevole
Reliquia del femore di S. rosalia, racchiusa in bello reliquiario di argento.
Quel giorno si fece gran festa…………… l’Arcivescovo Venero nell’atto di ricevere
la desiderata reliquia, la baciò devotamente e dopo averla stretta al suo cuore
e alla sua fronte l’espose alla pubblica venerazione… proclamarono la gloriosa
Vergine S. Rosalia Patrona e Protettrice della città di Monreale…… Da allora in
poi non fu famiglia che in Monreale non chiamasse una sua bambina col nome caro
e gentile della Vergine Palermitana. E
la Verginella fece sentire che aveva accettato il Patrocinio di Monreale…
S. Rosalia, non solo è stata sempre l’oggetto
di culto e della simpatia del popolo; non solo è stata sempre un tipo bello e
gentile di virtù angelica e di onestà alle donzelle monrealesi, ma quel che
pare più degno di note, è stato un tipo di amore e un argomento fecondo agli
ingegni più poderosi che si son distinti nelle arti e nelle lettere. Pietro
Novelli, decoro e vanto singolare della pittura siciliana, è un innamorato di
S. Rosalia. Il 1° febbraio 1628, quattro anni dopo il ritrovamento del corpo
della Santa, diviene padre di una vezzosa bambina, primo frutto dei suoi amori
con l’onesta sposa Costanza Adamo. Avrebbe dovuto chiamarla Eumilia, perché questo
era il nome di sua madre; e pure come
caro ricordo della pietà e del genio che egli sentiva per la Verginella del
Pellegrino, preferì di chiamare Rosalia, colei che doveva essere un’insigne
pittrice siciliana .
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